Intervista con il Prof. Diego Beltrutti

Intervista con il Prof. Diego Beltrutti

In questi ultimi anni vi è stata una crescente attenzione da parte della classe medica, dei mass media e del Ministero della Salute verso il problema del dolore. Ne parliamo oggi con il prof. Diego Beltrutti che oltre ad essere Presidente World Society of Pain Clinicians (Società Mondiale dei Clinici del Dolore) è anche Presidente della LICD.

D: Prof. Beltrutti, che cosa è il dolore?

R: Il dolore è di solito un sintomo molto utile in quanto è un campanello di allarme che ci segnala che qualche cosa non va bene nel nostro corpo. E’ a causa di un dolore al dente che si scopre e si cura una carie dentaria. E’ a causa del dolore che si effettua un intervento di appendicectomia che, senza dolore potrebbe finire in peritonite e magari anche con la morte. E’ a causa del dolore al petto che si va dal cardiologo e si previene così, con una terapia adeguata, un infarto.

D: Il dolore è sempre un sintomo utile?

R: Il dolore acuto come detto è uno dei sintomi che aiutano a definire un quadro clinico; ad es. il medico pone diagnosi di colica renale proprio per la presenza di un dolore intenso e particolare nel decorso e nelle caratteristiche. Esistono però situazioni in cui il dolore è esso stesso la malattia.

D: Quando il dolore diventa inutile?

R: Il dolore diventa inutile quando cessa la sua funzione di segnale di allarme. In tutte le malattie croniche come nel dolore osteo articolare il dolore diventa inutile, un tormento, una causa di sofferenze continue.

D: Prof. Beltrutti, mi dia qualche esempio di dolore inutile?

R: La nevralgia del trigemino, il fuoco di Sant’Antonio sono due condizioni cliniche in cui il dolore è il problema. In questi casi è la presenza di un dolore intenso, continuo a fare i danni maggiori sulla qualità di vita di questi sfortunati. Il dolore non è più un campanello di allarme. Poteva esserlo il primo giorno in cui un paziente è andato dal medico. Quale ragione per soffrire in modo indicibile per anni? Nessuna. Un paziente che soffre da anni di nevralgia post herpetica ( cioè Fuoco di Sant’Antonio) è un invalido da dolore.

D: Quali altri dolori sono inutili?

R: Certamente il dolore che colpisce le persone affette da cancro. Molti di noi hanno avuto in famiglia un parente caro colpito da questa malattia. E’ noto che sia a causa della malattia oncologica come a causa delle terapie poste in essere i pazienti provano dolore. Anche in questi casi il dolore è inutile. E’ doppiamente inutile per quei pazienti che non vedono una via di guarigione e sono costretti a sofferenze a volte molto intense se non trattati adeguatamente da specialisti della materia.

D: Ma oggi il dolore si può curare?

R: La risposta è assolutamente si. In questi anni abbiamo praticamente fatto sparire il dolore connesso agli interventi chirurgici. I pazienti vengono nei nostri ospedali, si operano di protesi di anca, di colecistectomia, di isterectomia e ci dicono: ”Dottore, non credevo di sentire cosi’ poco male”. Abbiamo già fatto sparire il dolore acuto ed abbiamo fatto passi da gigante per controllare anche i dolori cronici sia quelli collegati a malattie curabili che quelli legati a malattie a volte non curabili come il cancro.

D: Che cosa è possibile fare nel dolore da cancro?

R: Una celebra frase che circola nei nostri centri del dolore recita : “Scopri quanto si può ancora fare quando altri dicono che non c’è piu’ niente da fare!” Sia che il soggetto guarisca dal cancro sia nei casi in cui purtroppo la malattia prende il sopravvento la terapia del dolore offre oggi possibilità enormi di controllo del dolore. Si va dalle terapie conservative basate sulla somministrazione di farmaci analgesici particolari per via orale o sotto forma di cerotti alle vie di somministrazione per via endovenosa continua o per via spinale. In questi casi si possono usare erogatori che vengono facilmente impiantati sotto la pelle e che consentono la somministrazione continua notte e giorno di quantita’ adeguate di morfina. Abbiamo pazienti che hanno ripreso una vita del tutto normale dopo tale piccolo intervento con un importante miglioramento della qualità della vita.

D: E per il male di schiena?

R: Il dolore alla colonna è sicuramente una delle cause di sofferenza più diffuse. Soprattutto nella popolazione che lavora fisicamente nelle fabbriche e nell’agricoltura. Oggi per la ernia discale non si opera più se non in casi del tutto particolari. Oggi noi medici del dolore mettiamo a disposizione procedure chirurgiche cosiddette “mini invasive” quali la anuloplastica, la nucleoplastica che danno risultati migliori degli interventi chirurgici classici ed inoltre non richiedono ricovero in ospedale se non di poche ore.

D: I soggetti che sono stati operati alla schiena e che hanno ancora male che cosa possono fare?

R: Questi soggetti sfortunati, dopo una attenta valutazione possono vedere risolti i loro problemi con l’impianto di un semplice dispositivo chiamato SCS (stimolatore midollare). La tecnica prevede che si impianti in modo temporaneo lo stimolatore per circa tre settimane. In questo periodo il paziente valuterà i risultati. Se i risultati sono quelli sperati si passerà alla seconda fase che prevede l’impianto di un “pace maker”. In questo caso si tratta di un pace maker particolare che andrà ad agire sui nervi della schiena controllando in tale modo il passaggio del dolore a livello spinale.

D: La terapia del dolore può offrire qualche cosa nella spasticità?

R: La ringrazio per questa domanda.  Oggi sia la sclerosi multipla, che ictus, incidenti automobilistici ecc. sono causa di stati di spasticità. In alcune di queste condizioni il dolore e la spasticità possono essere controllati facilmente con l’impianto di una pompa al Baclofen. Questo farmaco somministrato per via spinale ha risolto a livello mondiale decine di migliaia di casi. Il punto è ancora che molti, pazienti, medici di famiglia e specialisti in genere non conoscono queste possibilità di cura. Mi ricordo di un paziente spastico da 30 anni che si è messo a piangere assieme ai suoi genitori quando finalmente non ha più avuto male dopo l’impianto.

Certamente la medicina non fa miracoli. Tuttavia mettere a disposizioni dei sofferenti specialisti altamente qualificati e disponibili è un fatto positivo per tutta la nostra collettività. Oggi i problemi non paino legati alla presenza di validi specialisti ma alla fruibilità, disponibilità ed accessibilità e numero di Centri ed Unità del Dolore.

Articolo pubblicato il: 14/02/2006