Il Dolore Accompagna 12 Milioni di Italiani
(da Ilgiornaleitaloamericano.com, Periodico Online per la Comunità Italo-Americana)
Un dolore costante che impedisce di dormire. Per anni. Un’alterata sensibilità di alcune parti del corpo che impedisce addirittura di infilarsi gli abiti. Formicolii, fitte come colpi di coltello. Questi sono solo alcuni dei possibili sintomi che caratterizzano ogni singolo giorno della vita delle persone colpite da dolore cronico, portandole spesso fino alla depressione grave.
Per rivendicare il diritto ad una migliore qualità della vita di questi malati, che da una preoccupante ricerca europea sul dolore cronico, risultano essere circa il 19% degli individui (in Italia il 26%, per circa 12milioni di persone), centinaia di clinici ed esperti del dolore hanno sottoscritto il Manifesto di Venezia per i diritti dei paziente con dolore cronico.
Un aspetto particolarmente importante è la componente neuropatica del dolore cronico provocata da danni al sistema nervoso, che é molto rilevante e incide sulla generale insoddisfazione degli intervistati per le cure ricevute, spesso giudicate inadeguate o inefficaci. Qualunque sia la causa del dolore neuropatico, il mancato riconoscimento della patologia è quasi la regola e la ricerca della cura adatta si prolunga in media per 7-8 anni.
Un dolore intenso, continuo e non associato a una malattia terminale ha pesanti impatti in termini di costi sociali e, soprattutto, sull’attività lavorativa, sulla vita affettiva, sulle relazioni familiari e amicali e più in generale sull’intera qualità della vita.
In ambito terapeutico l’incertezza ha un peso accertato anche in farmacoeconomia: alcuni studi dimostrano che prescrivendo subito i farmaci adatti (come gli antiepilettici, che nel caso del dolore neuropatico hanno un’indicazione specifica) si potrebbe realizzare un considerevole risparmio.
Il Manifesto di Venezia esorta le Istituzioni a: riconoscere il dolore cronico come malattia sociale; rendere disponibili e rimborsabili tutte le categorie di farmaci per il trattamento del dolore; destinare fondi per la ricerca nel settore, promuovere appropriati programmi di formazione.
La più recente ed estesa indagine epidemiologica europea su 46.394 adulti documenta che il dolore cronico costituisce un grave problema clinico e sociale. Il 19% degli intervistati aveva sofferto di dolore per oltre sei mesi nel corso dell’ultimo anno e, nel 34% di questi, il dolore raggiungeva i livelli più elevati di intensità . Il dolore comportava: depressione nel 21% dei casi, riduzione della capacità lavorativa nel 61% e perdita del lavoro nel 19%.
Questi dati europei, di per sé preoccupanti, lo diventano ancora di più nella realtà italiana, perché dallo stesso studio emerge che nel nostro Paese la percentuale di persone con dolore cronico raggiunge il 26%, un livello superato solo da Polonia (27%) e Norvegia (30%). Le dimensioni e la gravità del problema provano che il dolore cronico è di per sé una malattia di notevole impatto sociale.
Il dolore cronico è dovuto: nel 20 % dei casi a traumi, nel 25 % dei casi a dolore della colonna vertebrale (ernia del disco, cervicobrachialgia e lombosciatalgia) e nel 45 % dei casi ad artrosi degenerativa o artrite. Esiste, inoltre, il consistente problema del dolore cronico correlato al cancro, che è presente nel 50/90 per cento dei malati lungo l’intero corso della malattia tumorale. Nella maggior parte di queste condizioni la causa principale del dolore è un danno del sistema nervoso, definito dolore neuropatico.
Nell’indagine epidemiologica europea, gli intervistati lamentavano generale insoddisfazione per le cure ricevute: oltre la metà era stata curata con farmaci antinfiammatori, non adeguati per trattamenti prolungati ed inefficaci nel dolore neuropatico. Questi dati, che riflettono la nostra esperienza quotidiana, sono clinicamente ed eticamente inaccettabili. L’inadeguatezza delle cure, oltre che essere causa di insuccesso terapeutico, comporta un aggravio della spesa sanitaria per l’uso improprio delle risorse e per il controllo delle complicanze. Esistono, al contrario, farmaci e procedure indicati per il trattamento del dolore cronico e neuropatico. In generale, si evidenzia una grave lacuna culturale riguardo al problema del dolore cronico.

