Lettera inviata all’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte sulla mancata rimborsabilità di farmaci per il controllo del dolore neuropatico.

Lettera inviata all’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte sulla mancata rimborsabilità di farmaci per il controllo del dolore neuropatico.

All’Assessore alla Sanità
Dr. Mario VALPREDA
Corso Regina Margherita 153 bis – Torino

Al Presidente Commissione Sanità
Dr Elio ROSTAGNO
Corso Regina Margherita 153 bis – Torino

Al Vice Presidente Commissione Sanità
Dott. Andrea BUQUICCHIO
Via dell’Arsenale 14
10100 Torino

Gentili tutti,

vi scrivo come responsabile della LICD, la Lega che raggruppa e rappresenta tutti i sofferenti cronici. Voglio segnalarvi che sempre più frequentemente, presso il nostro sito www.licd.org riceviamo lettere che hanno come oggetto la mancata rimborsabilità di farmaci per il controllo del dolore neuropatico.

Non è facile spiegare ad un sofferente che nel caso in cui questi abbia un dolore dovuto al diabete o al fuoco di Sant’Antonio il pregabalin (così si chiama uno dei farmaci in oggetto) verrà fornito dal SSN gratuitamente mentre nel caso in cui il dolore sia dovuto alla sclerosi multipla (SM) o dalla nevralgia del trigemino, o ad una lesione da strappamento di plesso nervoso il paziente se lo dovrà pagare.

Questa norma è senza dubbio anticostituzionale e prima ancora improvvida, frutto di una politica sanitaria nazionale disattenta e di una ignoranza di fondo dei problemi reali che affliggono i sofferenti. Soprattutto questa norma è immorale in quanto ha come oggetto di un eventuale risparmio soggetti deboli, cronicamente sofferenti.

Nessun studio scientifico, nessuna commissione potrà può superare quanto affermato da un paziente che ti dice “Dottore! Ma è fantastico, dopo tanto tempo il dolore si è ridotto”.

Non dimentichiamo poi che la revisione delle note AIFA del 17 Gennaio 2007 recita al capoverso b :”le note non hanno valore retroattivo e non incidono sui trattamenti iniziati in data anteriore all’entrata in vigore del presente provvedimento, fino a successivo controllo del medico prescrittore o della struttura specialistica”.

Qualcuno dovrà spiegare a noi ma soprattutto ai pazienti il senso vero e profondo di questa affermazione messa a cappello di tutte le Note che se letta in modo restrittivo potrebbero ravvisarsi come interruzione di un pubblico servizio.

Saremmo lieti se la Regione prendesse in oggetto il tema e trovasse una soluzione equa, alternativa a questo grave e vergognoso provvedimento almeno in ambito regionale.

Distinti saluti,

Diego Beltrutti

Articolo pubblicato il: 05/03/2007